Storia del premio

Il premio internazionale L’anello debole nasce nel 2005 da un’idea di Giancarlo Santalmassi. Promosso dalla Comunità di Capodarco di Fermo, esso viene assegnato ai migliori video e audio cortometraggi, giornalistici e di fiction, su tematiche a forte contenuto sociale e sulla sostenibilità ambientale. Dal 2010 il premio si svolge all’interno del Capodarco l'Altro festival.

Il premio è rivolto alla comunicazione audiovisiva in quanto centrale per la sua capacità di incidere sulla pubblica formazione di costumi e attitudini. Obiettivo del premio è quello di far emergere e diffondere la migliore produzione audio e video su argomenti che riguardano la popolazione più fragile e marginalizzata, e che non sempre vengono trattati in modo adeguato rispetto alla loro importanza. Ciò allo scopo di arricchire la comunicazione e mettere al centro dell’attenzione collettiva la realtà in tutte le sue sfumature. Bisogna infatti essere sempre consapevoli che la forza della “catena” della comunicazione dipende dalla resistenza del suo anello debole.

Negli ultimi anni è sensibilmente cresciuta in Italia la qualità dei cortometraggi. Tuttavia i suoi protagonisti non possono ancora contare su una adeguata attenzione alla loro attività, tantomeno su un “mercato”. Il premio l’Anello debole si propone di dare un contributo anche in questo senso. Sin dalla prima edizione il premio si è distinto per l’originalità e la qualità tecnica dei video e degli audio “brevi”, diventandone uno dei principali collettori in Italia. L'archivio del premio L'Anello debole conta ad oggi oltre 800 opere sui temi sociali più vari. 
Nel 2011 il premio è stato insignito della Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica.

La Comunità di Capodarco di Fermo è impegnata dal 1966 nell'accoglienza di persone in difficoltà. In ogni sua attività ha sempre posto attenzione anche a come le notizie sociali sono diffuse. Per questo organizza dal 1994 seminari di formazione in tutta Italia destinati ai giornalisti, intitolati Redattore sociale, con l'obiettivo di aiutarli a trattare le notizie riguardanti la popolazione più vulnerabile al di fuori degli stereotipi della cronaca nera e dell'occasionalità.
Nei primi 22 anni hanno partecipato ai seminari oltre 8.000 giornalisti da tutta Italia. Da questa esperienza è scaturita nel 2001 un’agenzia giornalistica quotidiana online e successivamente vari altri servizi che hanno portato Redattore sociale ad essere il più importante network multimediale italiano di servizi informativi, di documentazione e di formazione sui temi sociali.
Il premio L’anello debole si pone dunque come un ulteriore segno di questa attenzione della Comunità ai meccanismi e alla qualità della comunicazione.

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